CO.RE.S. MARMI - CONSORZIO TRA OPERATORI DEL SETTORE LAPIDEO
Consorzio CO.RE.S. significa, letteralmente, Consorzio Recuperi e Smaltimenti. La denominazione stessa chiarisce subito lo spirito e gli intenti per i quali, nell'ormai lontano 1989, un consistente e qualificato gruppo di imprenditori del comprensorio lapideo apuano decise di costituirsi in consorzio. Era l'epoca in cui le aziende del settore lapideo cominciavano a subire i sequestri degli impianti per contravvenzione alla normativa sull'inquinamento acustico; la normativa sull'inquinamento idrico si faceva sempre più stringente, soprattutto per quanto concerne la difficoltà di regolare smaltimento dei residui fangosi e minacce di gravi provvedimenti incombevano anche sul fronte dell'inquinamento atmosferico (emissione di polveri, masticiatura delle lastre, etc). Costoro pensarono che da soli difficilmente avrebbero potuto affrontare, in maniera efficiente, economica ma, soprattutto, coordinata, la mole degli adempimenti incombenti, i rapporti con una miriade di interlocutori istituzionali e i rapporti con una altrettanto vasta gamma di professionisti e fornitori ai quali era ed è necessario fare ricorso per ottenere i risultati imposti da un reticolo così ampio di norme e prescrizioni.
La soluzione della forma "consortile" parve la più adatta allo scopo: la tipologia di aggregazione di questo tipo consentiva e consente di autogestire i servizi che si intendono erogare, dalla fase delle scelte alla fase dell'esecuzione, con un minimo di struttura organizzativa, operando una costante selezione e controllo delle professionalità esterne che il consorzio mette a disposizione assumendo la responsabilità del loro corretto operato. In vero, i primi anni di attività del consorzio sono stati caratterizzati da un forte impegno sul fronte del problema "smaltimento rifiuti", pur senza trascurare i vari servizi quotidianamente richiesti dalle aziende consorziate, e svolgendo, in parallelo, una particolarmente apprezzata attività sul piano della tutela legale, a difesa delle ragioni dell'industria lapidea.

Il massimo delle energie, però, fu assorbito dalla elaborazione di studi e ricerche, dal patrocinio di iniziative mirate all'individuazione di varie forme di recupero e riutilizzo economico dei residui di lavorazione, così precorrendo quello che oggi è un vero e proprio imperativo della normativa sui rifiuti.
Lo smaltimento puro e semplice dei residui di lavorazione, alla stregua di un rifiuto, non è mai stato un tema di primario interesse per il consorzio, intanto perché le caratteristiche chimico-fisiche dello scarto lapideo a tutt'altro fanno pensare che non ad un rifiuto e perché, anche volendolo considerare tale, le esigenze consortili in questo senso potevano essere sufficientemente soddisfatte da accordi di conferimento a tariffa ridotta (quelli attivati hanno effettivamente prodotto l'atteso obiettivo di progressiva riduzione del costo di conferimento e l'attivazione di un innegabile processo di calmierazione delle tariffe); infine, per evitare una dispersione di energie e risorse, dal momento che su questo indirizzo stavano già efficacemente muovendosi altre aggregazioni imprenditoriali.
Al consorzio interessavano azioni rivolte alla soluzione definitiva del problema; degna di nota, al riguardo, è l'iniziativa di patrocinio della Soc. EMA - Ecomineraria apuana - che è stata la prima e, per lungo tempo, l'unica alternativa alle discariche ed a vari gruppuscoli di "pseudo smaltitori" più o meno abusivi, attraverso la quale si è affermata, non senza fatica, la possibilità di riutilizzo degli scarti lapidei solidi (non rari sono esempi di aziende che hanno evitato denunce grazie alla dichiarazione di conferimento ad un soggetto riutilizzatore qual'era ed è la Soc. EMA).
Importanti ed impegnativi sono stati anche gli sforzi prodotti sul fronte del riutilizzo economico dei fanghi di lavorazione dell'industria lapidea (marmettola), alcuni dei quali forzatamente contenuti ad una fase di studio e di ricerca ed altri sfociati in veri e propri progetti cantierabili di attività industriale (produzione di materiali da costruzione innovativi, stucchi, collanti, pitture murali, pavimentazione industriale, rivestimenti etc.). Se questi progetti non si sono ancora tradotti in attività operative concrete, come fu, invece, nel caso della Soc. EMA, ciò si deve al fatto che le imprese produttrici erano e sembrano ancor oggi poco orientate a cimentarsi in una logica di investimenti, sia pure in forma associata, mirante al perseguimento di un profitto dal recupero di ciò che molti, ormai, ritengono essere solo apparentemente un rifiuto.
Il consorzio che oggi conta sull'adesione di circa 60 soci, operanti esclusivamente nel settore lapideo, nel corso del tempo ha mantenuto l'impegno primario di darsi un'organizzazione tale da poter fornire alle aderenti adeguati servizi ed assistenza su tutte le numerose problematiche attinenti il rispetto della normativa ambientale, igiene dei luoghi di lavoro e, con l'entrata in vigore del D.lgs 626\94, in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro; ancor più recentemente merita menzione il forte impegno profuso nell'organizzazione dell'assistenza in tema di certificazione della qualità.
Il ricorso al consorzio è divenuto, nel tempo, un fatto spontaneo e quotidiano perché è maturata nelle consorziate la forma mentale più adatta ad un rapporto di questo tipo: in altre parole, il titolare dell'azienda ma, spesso, gli stessi suoi collaboratori che, più o meno formalmente sono incaricati di curare le varie pratiche, sanno che delle materie ambientali,di sicurezza etc si occupa il consorzio e, quindi, trovano agevole prospettargli una qualsiasi esigenza e delegargliene la soluzione.
Tanta è l'abitudine a prospettare al consorzio problematiche di vario genere che non rare sono state le occasioni di invito a cimentarsi in ambiti anche diversi dalla tradizionale vocazione ambientale, inviti che il consorzio ha raccolto impostando le condizioni di fattibilità di "progetti speciali" tra i quali sono meritevoli di sottolineatura:

  • L'attivazione di convenzioni per il risparmio nei costi energetici;

  • L'attivazione di convenzioni per il risparmio nei costi telefonici;

  • Lo studio per la creazione di un "magazzino consortile telematico";

  • Il monitoraggio dei fabbisogni aziendali sugli interventi per il rispetto della normativa ambientale;

  • Lo studio di tecnologie per l'individuazione dei difetti occulti (microfratture) nei materiali da acquistare;

  • Lo studio di innovazioni nella tecnica di movimentazione dei materiali a magazzino;

  • L'interscambio di informazioni sulla correttezza commerciale dei clienti

e molte altre esigenze, alcune delle quali hanno avuto pratica attuazione ed altre sono rimaste a livello di studio o riprese e realizzate dalle strutture associative.
Gli indirizzi gestionali del Consorzio sonno affidati agli stessi imprenditori consorziati tra i quali è eletta la maggioranza dei membri del Consiglio di Amministrazione. Infatti, chi, più dei diretti interessati, può avere a cuore il buon risultato di un complesso di interventi così delicato e ponderoso? Chi, più di un consesso di imprenditori, può essere sensibile alla concreta applicazione del principio del "massimo risultato con il minimo sforzo"?
Volendo sintetizzare la ragion d'essere del Consorzio con uno slogan, potremmo dire che la sua funzione è quella di dare assistenza e servizi all'industria
lapidea: "Insieme, per avere unità d'intenti e maggior efficienza con minor spesa".
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